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Università Pegaso Sanremo e Libreria Garibaldi: una relazione profondamente significativa per lo sviluppo culturale del territorio




Università telematiche e librerie fisiche: una relazione profondamente significativa per lo sviluppo culturale del territorio

Era stata chiusa a gennaio in seguito al pensionamento dei precedenti gestori, ma il “passaggio di testimone”, con l’ingresso di nuovi librai, ha permesso la riapertura della storica Libreria Garibaldi in Corso Garibaldi a Sanremo.

Un’inversione di tendenza in un contesto nazionale in cui i piccoli negozi nei centro città chiudono lasciando spazio alle grandi catene di Multinazionali o piccoli negozi di stranieri.

“Siamo molto onorati di aver riaperto la storica Libreria Garibaldi, punto di riferimento della città di Sanremo – dichiara Nadia Schiavini , titolare della Libreria – Oggi un nuovo staff di librai vi aspetta in libreria insieme al libraio Matteo, preziosa presenza che porta avanti la tradizione della gestione precedente. Ci piace pensare la libreria non come un semplice negozio, ma come un luogo di incontro che genera conoscenza e dà vita a nuove relazioni, vogliamo essere uno spazio di condivisione per tutti coloro che amano i libri.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di stare insieme, parlarci e ritrovarci e penso che, anche due mondi diversi come le Università digitali e le librerie, possano collaborare per contribuire a fare cultura .Digitale e cartaceo uniti perchè la cultura e l’istruzione rendono liberi e la laurea
non è solo un pezzo di carta ma un punto di partenza per aumentare il tasso di occupazione dei giovani e l’aggiornamento professionale obbligatorio anche per chi ha già un’occupazione pluriennale.”

La libreria situata a poca distanza dal Teatro Ariston, rappresenta un punto di riferimento ed un presidio culturale di fondamentale importanza per il territorio e la collettività che può essere un utile luogo di diffusione del sapere che si integra perfettamente con la digitalizzazione e la crescente diffusione delle università telematiche.

Analizzare la relazione tra questi due attori apparentemente distanti consente di mettere in luce dinamiche interessanti sul piano culturale, sociale ed economico sul territorio.

Le università telematiche nascono con l’obiettivo di democratizzare l’accesso all’istruzione, superando barriere geografiche, economiche e temporali. Grazie alle piattaforme online, studenti di ogni età e provenienza possono seguire corsi, sostenere esami e conseguire titoli senza la necessità di frequentare fisicamente un campus. Questo modello, tuttavia, tende a ridurre l’esperienza universitaria come spazio fisico e relazionale, tradizionalmente legato a biblioteche, aule studio e, indirettamente, anche alle librerie del territorio.

Le librerie, dal canto loro, non sono semplici punti vendita di libri, ma veri e propri centri culturali. Organizzano presentazioni, incontri con autori, gruppi di lettura e attività educative, contribuendo alla vitalità intellettuale delle comunità locali. Storicamente, la loro esistenza è stata sostenuta anche dalla presenza di studenti universitari, che alimentavano una domanda costante di testi accademici e di approfondimento.

Con l’espansione delle università telematiche, questo equilibrio si modifica. La didattica digitale privilegia spesso materiali in formato elettronico, dispense online e risorse open access, riducendo la necessità di acquistare libri cartacei. Ciò può tradursi in un calo della clientela studentesca per le librerie, soprattutto nei territori dove le università tradizionali sono meno presenti o in declino.

Tuttavia, questa trasformazione non implica necessariamente una relazione di conflitto. Al contrario, si aprono nuove opportunità di collaborazione e di ridefinizione dei ruoli. Le librerie possono diventare punti di riferimento per gli studenti delle università telematiche, offrendo spazi di studio condivisi, accesso a testi specialistici difficilmente reperibili online e occasioni di socialità che compensano l’isolamento della formazione a distanza. In questo senso, la libreria si configura come un’estensione fisica dell’esperienza educativa digitale.

Inoltre, le università telematiche potrebbero instaurare partnership con le librerie locali, promuovendo bibliografie consigliate, organizzando eventi sul territorio o coinvolgendo docenti e studenti in iniziative culturali. Tali sinergie contribuirebbero a rafforzare il legame tra formazione online e comunità locale, evitando il rischio di una completa “smaterializzazione” dell’apprendimento.

Un altro aspetto rilevante riguarda il ruolo delle librerie come mediatori culturali. In un contesto in cui l’offerta formativa online è vasta e talvolta dispersiva, il libraio può svolgere una funzione di orientamento, suggerendo letture di qualità e percorsi di approfondimento. Questo valore aggiunto, basato su competenze e relazioni umane, rappresenta un elemento difficilmente replicabile dalle piattaforme digitali.

Infine, la relazione tra università telematiche e librerie solleva interrogativi più ampi sul futuro degli spazi culturali nei territori. Se da un lato la tecnologia consente una diffusione senza precedenti del sapere, dall’altro emerge il bisogno di luoghi fisici in cui tale sapere possa essere condiviso, discusso e vissuto collettivamente. Le librerie, in questo scenario, possono continuare a svolgere un ruolo cruciale, a patto di sapersi adattare e dialogare con le nuove forme dell’educazione.

In conclusione, il rapporto tra università telematiche e librerie non deve essere interpretato in termini di contrapposizione, ma come un campo di possibilità. Attraverso strategie di collaborazione e innovazione, entrambi gli attori possono contribuire a costruire un ecosistema culturale più inclusivo, dinamico e radicato nei territori, capace di coniugare le potenzialità del digitale con il valore insostituibile della presenza fisica.

Carissimi auguri di un buon inizio e future soddisfazioni a Nadia Schiavini e a tutto il suo staff.

Libreria Garibaldi

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